Mura della marina (1875)
Mura della marina (1875)
Mura della marina (1875)
Mura della marina (1890)
Mura della marina (1890)
Mura della marina (1890)
Mura delle Grazie (ca. 1900)
Mura delle Grazie (ca. 1900)
Mura delle Grazie (ca. 1900)
Naufragio London Valour (1970)
Naufragio London Valour (1970)
Tanker – Costruita dal cantiere Furness, Haverton Hill, Furness, UK, con il nome LONDON VALOUR, bandiera inglese, per London ; Overseas Freighjters Ltd, London – Varata 06.1956, completata 12.1956. GRT 16.268, DWT 24.900, Lft 180.8 mt., Lpp 171.0 mt., Lo 24.5 mt., turbonave, 14.0 nodi – 1967: convertita in bulk carrier, GRT 15.875, DWT 15.875 - 09.04.1967: proveniente da Novorossiysk con un carico di minerale di cromo è naufragata contro la diga foranea di Genova.
Naufragio London Valour (1970)
Naufragio London Valour (1970)
Naufragio London Valour (1970)
Tanker – Costruita dal cantiere Furness, Haverton Hill, Furness, UK, con il nome LONDON VALOUR, bandiera inglese, per London ; Overseas Freighjters Ltd, London – Varata 06.1956, completata 12.1956. GRT 16.268, DWT 24.900, Lft 180.8 mt., Lpp 171.0 mt., Lo 24.5 mt., turbonave, 14.0 nodi – 1967: convertita in bulk carrier, GRT 15.875, DWT 15.875 - 09.04.1967: proveniente da Novorossiysk con un carico di minerale di cromo è naufragata contro la diga foranea di Genova.
Naufragio London Valour (1970)
Naufragio London Valour (1970)
Naufragio London Valour (1970)
Tanker – Costruita dal cantiere Furness, Haverton Hill, Furness, UK, con il nome LONDON VALOUR, bandiera inglese, per London ; Overseas Freighjters Ltd, London – Varata 06.1956, completata 12.1956. GRT 16.268, DWT 24.900, Lft 180.8 mt., Lpp 171.0 mt., Lo 24.5 mt., turbonave, 14.0 nodi – 1967: convertita in bulk carrier, GRT 15.875, DWT 15.875 - 09.04.1967: proveniente da Novorossiysk con un carico di minerale di cromo è naufragata contro la diga foranea di Genova.
Naufragio London Valour (1970)
Naufragio London Valour (1970)
Naufragio London Valour (1970)
Il mattino del 9 di aprile 1970, una giornata di primavera con una leggera brezza di vento, la “London Valour” é alla fonda fuori del porto di Genova circa 1.300 metri a sud della testata di levante della diga foranea “Duca di Galliera”. Altre quattro navi sono in rada, in attesa del via libera per entrare in porto.
Improvvisamente sul golfo si abbatte una libecciata di enorme violenza, Sulle altre navi in rada gli equipaggi, allarmati della situazione, sono intenti alle operazioni per salpare le ancore e dirigersi in zone lontane dalle ostruzioni del porto dove la violenza delle onde può scaraventarle, ma la London Valour rimane sull’ancora.. Il Comandante della nave aveva ordinato lo smontaggio di parti della motrice, che deve essere revisionata una volta che la nave venisse scaricate e poi, sempre in porto, portata ai lavori con l’aiuto dei rimorchiatori: in tali condizioni non può allontanarsi. Per via del fortissimo vento verso le 14.00 l\'ancora della nave comincia ad arare sul fondo. La London Valour, senza forza motrice, inizia un pericolosissimo avvicinamento alla barriera frangiflutti e non può manovrare per evitare la collisione con la diga foranea
Naufragio London Valour (1970)
Naufragio London Valour (1970)
Naufragio London Valour (1970)
Alle 14.30 il Comandante Edwad Muir lancia il “Mayday”. Le condizioni assolutamente proibitive del mare non permettono ai numerosi mezzi di soccorso di avvicinarsi alla nave: le onde sono alte fino a 6 metri e le raffiche del vento di libeccio attorno ai 100 chilometri orari. Nonostante le proibitive condizioni meteomarine all’imboccatura del porto, miracolosamente riescono ad uscire i mare aperto soltanto la motovedetta della Capitaneria di Porto e la Pilotina TETI dei piloti del porto. La nave va a sbattere violentemente di poppa contro gli scogli posti a protezione della diga foranea. Alle 14:45 si riesce a stendere tra la diga ed il ponte della nave una doppia cima sulla quale si allestisce un cosiddetto “va e vieni” per trarre in salvo i membri dell\'equipaggio. Poco dopo la messa in opera del “va e vieni” la nave si spezza in due tronconi, e l\'equipaggio, composto in gran parte di marinai filippini si ritrova così diviso in due gruppi: una parte sull’andirivieni ed un’altra ancora a bordo. Il cavo dell\'andirivieni a causa dei movimenti della nave colpita dalle onde inizia ripetutamente a rilassarsi per poi tendersi, sbalzando così in aria i naufraghi che vi sono sospesi e che poi vanno a sfracellarsi sugli scogli.
Naufragio London Valour (1970)
Naufragio London Valour (1970)
Naufragio London Valour (1970)
Mentre sulla nave stanno sistemando alll’imbragatura del “va e vieni” la moglie del Comandante Muir, un’onda più alta e più forte delle altre colpisce il martoriato scafo della nave, spezzandolo in due. Dorothy Muir venne sbalzata in acqua ed il marito dopo aver indossato il giubbetto di salvataggio si lanciò in mare dalla nave nel tentativo ormai inutile di salvare la consorte, finendo col perire anche lui. L\'intervento di soccorso compiuto dalla motovedetta CP 233 della Capitaneria di Genova, l\'unica a raggiungere lo scafo, è una delle operazioni di soccorso più difficili mai condotte dalle Capitanerie di Porto. Questi uomini misero infatti in grave pericolo la propria vita, riuscendo a portare in salvo ben 26 persone, mentre la Pilotina “Teti”, che coordinò i soccorsi alla “London Valour”, salvò 5 naufraghi. Alle 16.00 in mare non c’è più nessuno da salvare. Delle 58 persone presenti sulla London Valour mancano all’appello in 20: il comandante Edward Muir, il radiotelegrafista Eric Hill, le rispettive mogli, e sedici uomini dell\'equipaggio. Dei 38 scampati 26 devono la vita all’equipaggio della Motovedetta CP 233.
Naufragio London Valour (1970)
Naufragio London Valour (1970)
Naufragio London Valour (1970)
Le indagini sul naufragio appurarono le gravi responsabilità del capitano Muir, il quale non si avvide in tempo del variare delle condizioni meteorologiche, non avvisò l\'equipaggio del fatto che per motivi tecnici l\'avviamento della motrice richiedeva in quel periodo un tempo decisamente superiore al normale dovendo rimontare tutte le parti già smontate, e che vista la situazione generale lanciò troppo in ritardo il “Mayday”. La nave finì incagliata e semi-affondata, con soltanto la parte superiore delle sovrastrutture che sporgeva dalla superficie. Circa un anno dopo la tragedia, il relitto venne trascinato via da due rimorchiatori, con lo scopo di portarlo ad affondare nella fossa delle Baleari su un fondale di 3500 mt., scelto appositamente dalle autorità per evitare pericoli per la navigazione e problemi di inquinamento. Tuttavia lo scafo, per le sue cattive condizioni, affondò a sole 90 miglia al largo di Genova; su un fondale di 2600 mt.
Naufragio London Valour (1970)
Naufragio London Valour (1970)
Naufragio London Valour (1970)
Il mattino del 9 di aprile 1970, una giornata di primavera con una leggera brezza di vento, la “London Valour” é alla fonda fuori del porto di Genova circa 1.300 metri a sud della testata di levante della diga foranea “Duca di Galliera”. Altre quattro navi sono in rada, in attesa del via libera per entrare in porto.
Improvvisamente sul golfo si abbatte una libecciata di enorme violenza, Sulle altre navi in rada gli equipaggi, allarmati della situazione, sono intenti alle operazioni per salpare le ancore e dirigersi in zone lontane dalle ostruzioni del porto dove la violenza delle onde può scaraventarle, ma la London Valour rimane sull’ancora.. Il Comandante della nave aveva ordinato lo smontaggio di parti della motrice, che deve essere revisionata una volta che la nave venisse scaricate e poi, sempre in porto, portata ai lavori con l’aiuto dei rimorchiatori: in tali condizioni non può allontanarsi. Per via del fortissimo vento verso le 14.00 l\'ancora della nave comincia ad arare sul fondo. La London Valour, senza forza motrice, inizia un pericolosissimo avvicinamento alla barriera frangiflutti e non può manovrare per evitare la collisione con la diga foranea
Naufragio London Valour (1970)
Naufragio London Valour (1970)
Naufragio London Valour (1970)
Alle 14.30 il Comandante Edwad Muir lancia il “Mayday”. Le condizioni assolutamente proibitive del mare non permettono ai numerosi mezzi di soccorso di avvicinarsi alla nave: le onde sono alte fino a 6 metri e le raffiche del vento di libeccio attorno ai 100 chilometri orari. Nonostante le proibitive condizioni meteomarine all’imboccatura del porto, miracolosamente riescono ad uscire i mare aperto soltanto la motovedetta della Capitaneria di Porto e la Pilotina TETI dei piloti del porto. La nave va a sbattere violentemente di poppa contro gli scogli posti a protezione della diga foranea. Alle 14:45 si riesce a stendere tra la diga ed il ponte della nave una doppia cima sulla quale si allestisce un cosiddetto “va e vieni” per trarre in salvo i membri dell\'equipaggio. Poco dopo la messa in opera del “va e vieni” la nave si spezza in due tronconi, e l\'equipaggio, composto in gran parte di marinai filippini si ritrova così diviso in due gruppi: una parte sull’andirivieni ed un’altra ancora a bordo. Il cavo dell\'andirivieni a causa dei movimenti della nave colpita dalle onde inizia ripetutamente a rilassarsi per poi tendersi, sbalzando così in aria i naufraghi che vi sono sospesi e che poi vanno a sfracellarsi sugli scogli.
Naufragio London Valour (1970)
Naufragio London Valour (1970)
Naufragio London Valour (1970)
Le indagini sul naufragio appurarono le gravi responsabilità del capitano Muir, il quale non si avvide in tempo del variare delle condizioni meteorologiche, non avvisò l\'equipaggio del fatto che per motivi tecnici l\'avviamento della motrice richiedeva in quel periodo un tempo decisamente superiore al normale dovendo rimontare tutte le parti già smontate, e che vista la situazione generale lanciò troppo in ritardo il “Mayday”. La nave finì incagliata e semi-affondata, con soltanto la parte superiore delle sovrastrutture che sporgeva dalla superficie. Circa un anno dopo la tragedia, il relitto venne trascinato via da due rimorchiatori, con lo scopo di portarlo ad affondare nella fossa delle Baleari su un fondale di 3500 mt., scelto appositamente dalle autorità per evitare pericoli per la navigazione e problemi di inquinamento. Tuttavia lo scafo, per le sue cattive condizioni, affondò a sole 90 miglia al largo di Genova; su un fondale di 2600 mt.
Naufragio London Valour (1970)
Nervi
Nervi
Nervi
Nervi, il porticciolo (1930)
Nervi, il porticciolo (1930)
Nervi, il porticciolo (1930)
Nervi, porticciolo.
Nervi, porticciolo.
Sembrerebbe una foto dei primi anni \'50. Qualcuno dei \"meno giovani\" si ricorda di quando si andava a Nervi invece che a Piazza Palermo?
Nervi, porticciolo.
Nervi: il porticciolo (1915)
Nervi: il porticciolo (1915)
Nervi: il porticciolo (1915)
Nervi: Torre Gropallo (ca. 1930)
Nervi: Torre Gropallo (ca. 1930)
Nervi: Torre Gropallo (ca. 1930)
Notte sul porto (2009)
Notte sul porto (2009)
É una bella vista ( foto Messina Lines)
Notte sul porto (2009)
Notte sul porto (2009)
Notte sul porto (2009)
Notte sul porto, la torre del Castello D\'Albertis sovrasta le navi ormeggiate ( foto Messina Lines)
Notte sul porto (2009)
 
 
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