Corso Paganini (1907)
Corso Paganini (1907)
Corso Paganini (1907)
Corso Paganini (1907)
Corso Paganini (1907)
Sullo sfondo della fotografia la curva é quella che porta sul Ponte di via Caffaro.
Corso Paganini (1907)
Corso Sardegna
Corso Sardegna
Corso Sardegna
Corso Sardegna (inizio '900)
Corso Sardegna (inizio \'900)
Corso Sardegna (inizio '900)
Corso Torino
Corso Torino
Sullo sfondo si puó vedere il terrapieno della ferrovia alla stazione di Brignole.
Corso Torino
Corso Torino (1914)
Corso Torino (1914)
Corso Torino (1914)
Doria Prato (1939)
Doria Prato (1939)
Doria Prato (1939)
Doria Prato (fine '800)
Doria Prato (fine \'800)
Doria Prato (fine '800)
Esposizione Internazionale (1914)
Esposizione Internazionale (1914)
L\'Esposizione internazionale di marina e igiene marinara nonché delle colonie italiane si tenne a Genova nel 1914 nell\'allora enorme spianata antistante la stazione Brignole e compresa tra via Fiume ed il torrente Bisagno - La realizzazione fu curata dall\'architetto Gino Coppedè esi articolava in due zone: lo Stadium, costruito nella zona degli attuali giardini di Brignole e l\'area espositiva di piazza di Francia (dopo la prima guerra mondiale piazza della Vittoria).L\'Esposizione era suddivisa in sei settori, i maggiori dei quali dedicati alle colonie: Libia, Eritrea e Somalia, ed alle potenzialità economiche e commerciali dei territori coloniali in Africa.
Esposizione Internazionale (1914)
Esposizione Internazionale (1914)
Esposizione Internazionale (1914)
L\'Esposizione internazionale di marina e igiene marinara nonché delle colonie italiane si tenne a Genova nel 1914 nell\'allora enorme spianata antistante la stazione Brignole e compresa tra via Fiume ed il torrente Bisagno - La realizzazione fu curata dall\'architetto Gino Coppedè esi articolava in due zone: lo Stadium, costruito nella zona degli attuali giardini di Brignole e l\'area espositiva di piazza di Francia (dopo la prima guerra mondiale piazza della Vittoria). L\'Esposizione era suddivisa in sei settori, i maggiori dei quali dedicati alle colonie: Libia, Eritrea e Somalia, ed alle potenzialità economiche e commerciali dei territori coloniali in Africa.
Esposizione Internazionale (1914)
Esposizione Internazionale (1914): Telfer
Esposizione Internazionale (1914): Telfer
Esposizione Internazionale del 1914 – Nell\'occasione fu costruita una tranvia monorotaia elettrica e sopraelevata (Telfer) che collegava il porto con l\'area dell\'esposizione, situata nella zona Foce e Piazza della Vittoria (allora Piazza d\'Armi) . (vedi: http://it.wikipedia.org/wiki/Telfer_%28monorotaia%29)
Esposizione Internazionale (1914): Telfer
Esposizione Internazionale (1914): Telfer
Esposizione Internazionale (1914): Telfer
Esposizione Internazionale del 1914 – Nell\'occasione fu costruita una tranvia monorotaia elettrica e sopraelevata (Telfer) che collegava il porto con l\'area dell\'esposizione, situata nella zona Foce e Piazza della Vittoria (allora Piazza d\'Armi) . (vedi: http://it.wikipedia.org/wiki/Telfer_%28monorotaia%29)
Esposizione Internazionale (1914): Telfer
Esposizione Internazionale (1914): Telfer
Esposizione Internazionale (1914): Telfer
Esposizione Internazionale del 1914 – Nell\'occasione fu costruita una tranvia monorotaia elettrica e sopraelevata (Telfer) che collegava il porto con l\'area dell\'esposizione, situata nella zona Foce e Piazza della Vittoria (allora Piazza d\'Armi) . (vedi: http://it.wikipedia.org/wiki/Telfer_%28monorotaia%29)
Esposizione Internazionale (1914): Telfer
Esposizione Internazionale (1914): Telfer
Esposizione Internazionale (1914): Telfer
Esposizione Internazionale del 1914 – Nell\'occasione fu costruita una tranvia monorotaia elettrica e sopraelevata (Telfer) che collegava il porto con l\'area dell\'esposizione, situata nella zona Foce e Piazza della Vittoria (allora Piazza d\'Armi) . (vedi: http://it.wikipedia.org/wiki/Telfer_%28monorotaia%29)
Esposizione Internazionale (1914): Telfer
Esposizione Internazionale (1914): Telfer
Esposizione Internazionale (1914): Telfer
Esposizione Internazionale del 1914 – Nell\'occasione fu costruita una tranvia monorotaia elettrica e sopraelevata (Telfer) che collegava il porto con l\'area dell\'esposizione, situata nella zona Foce e Piazza della Vittoria (allora Piazza d\'Armi) . (vedi: http://it.wikipedia.org/wiki/Telfer_%28monorotaia%29)
Esposizione Internazionale (1914): Telfer
Forte Begato
Forte Begato
Il forte fu costruito dal 1818 al 1830 all’interno della cinta muraria seicentesca e fra il 1832 e il 1836 fu completato il recinto bastionato. Era una grande caserma quadrangolare, parte su due piani e parte su tre, con quattro bastioni agli angoli ed un cortile centrale. Ospitava ordinariamente 340 soldati, oltre 800 in caso di necessità. L’artiglieria era composta da 14 cannoni di varie dimensioni, da alcuni obici e da numerosi pezzi di dimensioni minori. Durante i moti del 1849 il forte fu occupato dai rivoltosi, per controllare il transito dei soldati regi sulla strada di accesso a Genova nella Val Polcevera. Dal forte i rivoltosi bombardarono poi i soldati regi che avevano rioccupato la collina di San Benigno. I rivoltosi abbandonarono il forte alcuni giorni dopo. Durante la prima guerra mondiale vi furono imprigionati i prigionieri di guerra austriaci. Durante la seconda guerra mondiale vi furono approntate delle postazioni contraeree. Nel 1941 un bombardamento aereo degli alleati distrusse completamente uno dei quattro bastioni. Dopo l’8 settembre 1943 il forte fu occupato dalle truppe tedesche. Nel dopoguerra, prima di essere dismesso definitivamente, fu ancora utilizzato dall’esercito come deposito. Fu poi restaurato con notevoli costi per adibirlo a sede di associazioni di ex-combattenti nonché a museo, cose poi non realizzate, e quindi abbandonato a se stesso e chiuso al pubblico.
Forte Begato
Forte Begato (ca. 1910)
Forte Begato (ca. 1910)
Il forte fu costruito dal 1818 al 1830 all’interno della cinta muraria seicentesca e fra il 1832 e il 1836 fu completato il recinto bastionato. Era una grande caserma quadrangolare, parte su due piani e parte su tre, con quattro bastioni agli angoli ed un cortile centrale. Ospitava ordinariamente 340 soldati, oltre 800 in caso di necessità. L’artiglieria era composta da 14 cannoni di varie dimensioni, da alcuni obici e da numerosi pezzi di dimensioni minori. Durante i moti del 1849 il forte fu occupato dai rivoltosi, per controllare il transito dei soldati regi sulla strada di accesso a Genova nella Val Polcevera. Dal forte i rivoltosi bombardarono poi i soldati regi che avevano rioccupato la collina di San Benigno. I rivoltosi abbandonarono il forte alcuni giorni dopo. Durante la prima guerra mondiale vi furono imprigionati i prigionieri di guerra austriaci. Durante la seconda guerra mondiale vi furono approntate delle postazioni contraeree. Nel 1941 un bombardamento aereo degli alleati distrusse completamente uno dei quattro bastioni. Dopo l’8 settembre 1943 il forte fu occupato dalle truppe tedesche. Nel dopoguerra, prima di essere dismesso definitivamente, fu ancora utilizzato dall’esercito come deposito. Fu poi restaurato con notevoli costi per adibirlo a sede di associazioni di ex-combattenti nonché a museo, cose poi non realizzate, e quindi abbandonato a se stesso e chiuso al pubblico.
Forte Begato (ca. 1910)
Forte Castellaccio
Forte Castellaccio
Forte Castellaccio
Forte Castellaccio (ca. 1905)
Forte Castellaccio (ca. 1905)
La foto é stata scattata dall\'uscita della funicolare del Rghi, e si nota che la strada sulla destra, proveniente da via Carso, potrebbe essere stata appena realizzata.Nel punto in cui si trova ci sono notizie di mura difensive fino dal 1300. Il forte che vediamo oggi è una costruzione della prima metà del 1800. Dal 1875 fino al 1940 da una casamatta posta all\'angolo delle mura esterne veniva sparato ogni giorno un colpo di cannone ad indicare il mezzogiorno. Attualmente è disabitato ed inutilizzato, a parte un utilizzo della Torre Specola come magazzino da parte dell\'Istituto Idrografico della Marina e della “Osteria du Richettu”
Forte Castellaccio (ca. 1905)
Forte Castellaccio (ca. 1905)
Forte Castellaccio (ca. 1905)
Nel punto in cui si trova ci sono notizie di mura difensive fino dal 1300. Il forte che vediamo oggi è una costruzione della prima metà del 1800. Dal 1875 fino al 1940 da una casamatta posta all\'angolo delle mura esterne veniva sparato ogni giorno un colpo di cannone ad indicare il mezzogiorno. Attualmente è disabitato ed inutilizzato, a parte un utilizzo della Torre Specola come magazzino da parte dell\'Istituto Idrografico della Marina e della “Osteria du Richettu”
Forte Castellaccio (ca. 1905)
 
 
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